Il Palazzo di Domiziano sorge sul Palatino, proprio il colle il cui nome ci ha dato la parola palazzo, in italiano come in tante altre lingue. Oggi è un campo di rovine a cielo aperto. Il marmo colorato che un tempo rivestiva ogni parete è scomparso, in parte bruciato per ricavarne calce, in parte portato via per decorare chiese e palazzi successivi, e le sale dove un imperatore riceveva il mondo intero sono oggi senza tetto, aperte al cielo.
TimeLens lo riporta in vita con Learning Sites Inc., la società di patrimonio virtuale più antica ed esperta. Partendo dai resti scavati e da un'accurata ricerca architettonica, ha ricostruito il palazzo com'era quando l'architetto Rabirio lo completò nell'anno 92, e lo ha rimesso al suo posto. Fermati in un punto, solleva il telefono e guarda il marmo colorato, i soffitti dorati e le fontane restituiti intorno a te, esattamente come li vedevano gli ospiti di Domiziano.
Ciò che rende speciale questo palazzo è quanto deliberatamente fu costruito per essere visto. Rabirio allineò porta dopo porta e cortile dopo cortile, così che, ovunque si trovasse un visitatore, lo sguardo venisse attirato verso lo spazio successivo, la fontana successiva, la veduta successiva. Il Palazzo di Domiziano è anche il punto da cui inizia il nostro lavoro a Roma. Sono i primi TimeSpot che abbiamo realizzato in città, e molti altri sono in programma man mano che estendiamo il nostro lavoro a tutta la Roma antica.