Il giardino del peristilio di Domiziano: lusso e paranoia sul Palatino
Nel cuore del Palazzo di Domiziano si trova il suo grande cortile, il peristilio, un giardino circondato su ogni lato da un colonnato coperto. La ricostruzione a 360° di TimeLens del giardino del peristilio di Domiziano ne mostra sia l'ingresso sia il centro, e le due viste insieme raccontano una storia di bellezza stravagante costruita accanto a una paura reale.

Un marmo per riflettere un assassino
Nel colonnato vicino all'ingresso, una parete è rivestita di pietra proveniente dalla Cappadocia, nell'attuale Turchia, lucidata, secondo le fonti antiche, fino a brillare come uno specchio. Il motivo non era puramente estetico. Negli inquieti ultimi anni del suo regno, si dice che Domiziano osservasse quella pietra lucente sotto i colonnati, per controllare se qualcuno gli si avvicinasse alle spalle per colpirlo. Gli autori antichi lo descrivono sempre più sospettoso con il passare del regno, tanto che le persone a lui più vicine cominciarono a temere di essere le prossime a essere esiliate o uccise. Agirono per prime, assassinandolo nella sua stessa camera da letto: una paranoia che si avverò da sola.
Un giardino nato da intere foreste
Il giardino del cortile era celebre ai suoi tempi. I poeti Stazio e Marziale e il biografo Plutarco lo ritennero tutti degno di essere descritto, e ciò che li colpiva non era solo il giardino, ma l'enorme impegno che c'era dietro. Domiziano, ci dicono le fonti antiche, possedeva intere foreste solo per coltivare alberi e piante per i suoi giardini: non un vivaio o un modesto appezzamento, ma intere foreste destinate a fornire gli alberi più belli disponibili.
Le colonne che incorniciano il cortile sono di un tenue rosa venato di rosso, ricavate dal marmo portasanta proveniente soprattutto dall'isola greca di Chio. I loro capitelli erano dorati e tra di esse pendevano piccoli dischi chiamati oscilla, che giravano nella brezza e spargevano la luce. Il pavimento, come le pareti, era in opus sectile, un intarsio di pietre colorate, levigato così finemente che vi si sarebbero specchiati le colonne e il cielo.
Il cardine dell'intero palazzo
Dal centro del cortile la scala diventa chiara: circa 50 metri per 60, tutto all'interno di una casa, con un'ampia vasca d'acqua limpida al centro e una fontana che lancia il suo getto verso il cielo. Il cortile si trova esattamente tra la Cenatio Iovis, la grande sala da pranzo, e l'Aula Regia, la sala del trono, sullo stesso identico asse visivo. L'architetto Rabirio, che completò il palazzo nel 92, progettò l'intero complesso intorno a linee visive come questa: porte allineate con porte, aperture che incorniciano fontane, ogni spazio che conduce lo sguardo al successivo.
Gli scavi hanno mostrato che la fontana del cortile era ottagonale, con un labirinto costruito al suo interno, probabilmente usato per elaborati giochi d'acqua che gli ospiti guardavano dall'ombra del colonnato. Del peristilio oggi resta pochissimo, ma il profilo di quella fontana ottagonale si riconosce ancora tra le rovine del Palatino.
Guarda il peristilio nell'app TimeLens e confronta le sue due viste, l'ingresso in ombra e il centro aperto, poi guarda la sala del trono che si trovava proprio di fronte, oltre l'acqua. Per approfondire gli scavi del Palatino, consulta la scheda UNESCO sul centro storico di Roma.


